line decor
  
line decor
 
 
 
 

 
 

Perché l’Ecografia Renale “di prevenzione”

 

I reni sono 2 organi pari e simmetrici, situati nella parte superiore della cavità addominale. Sono deputati alla produzione di urina, ma possiedono anche attività endocrine (quali la secrezioni di Renina per regolare la pressione arteriosa, e di Eritropoietina per regolare la concentrazione di globuli rossi nel sangue). Il rene ha una lunghezza media di 12 cm, una larghezza di 6,5 cm e uno spessore di 3 cm, ha la forma di un fagiolo appiattito, una superficie liscia e regolare e pesa in media 150-160 gr. Il rene è costituito da due parti: la corticale, che è la parte periferica, e la midollare, che è la parte centrale. L'unità funzionale del rene è il nefrone, composto da una struttura tubulare con funzioni secretoria ed escretoria. Il comparto secretorio, contenuto largamente all'interno della corticale, è deputato alla produzione dell’urina attraverso un complesso processo di filtrazione del sangue; quello escretorio, situato nella midollare, convoglia l'urina prodotta, dall'interno del parenchima renale alle vie urinarie, rappresentate inizialmente dai calici, che confluiscono nella pelvi o bacinetto, da cui origina l’uretere che porta l’urina in vescica. Il punto in cui dalla pelvi renale si origina l’uretere è una struttura specializzata, dalla funzione “simil valvolare”, denominata Giunto Pielo-Ureterale.Esistono alcune patologie renali dal decorso inizialmente silente (asintomatico) e relativamente frequenti, che possono portare a danni significativi (del solo Rene o di tutto l’organismo) prima che la sintomatologia solleciti un’indagine medica. In questi casi la diagnostica precoce, quando il paziente è ancora asintomatico e la malattia è ancora in fase iniziale, può essere determinante per una guarigione completa. Troppo spesso è un’ecografia eseguita per lo studio di una calcolosi della colecisti che porta alla diagnosi incidentale di una patologia renale : circa il 50% delle neoplasie renali viene diagnosticata in questo modo.
L’Ecografia Renale
E' un’indagine non invasiva, priva di rischi e/o effetti collaterali, praticamente innocua. Come tale rappresenta l’esame ideale da eseguire a scopo preventivo, nel soggetto sano, per confermare un normale stato dei reni, o per evidenziare eventuali patologie ancora silenti e, pertanto, spesso ancora allo stato iniziale. Ovviamente, nel caso in cui si riscontri una patologia, l’ecografia rappresenta il primo passo di uno studio approfondito della stessa, che varierà secondo la tipologia della patologia in esame.
Esaminiamo alcune di queste patologie, in cui la diagnosi precoce può drasticamente influenzarne l’evoluzione.
Stenosi del Giunto Pielo-ureterale
Consiste nel malfunzionamento (stenosi) del punto di passaggio tra pelvi e uretere, con una stasi delle urine nella pelvi renale, ed una conseguente progressiva dilatazione della stessa. Può avere una etiologia malformativa (congenita) o post infiammatoria. Questa dilatazione delle vie escretrici intrarenali (pelvi e calici) determina un progressivo deterioramento della funzionalità renale (successivo al danno della corticale). La diagnosi precoce del quadro ne permette la risoluzione prima che il danno sia divenuto irreversibile. Per questa patologia  all’ecografia faranno seguito studi di tipo morfo-funzionale (Urografia e Scintigrafia Renale Sequenziale) per confermare la diagnosi, e selezionare la successiva terapia (chirurgica, endoscopica, laparoscopica).
Litiasi (calcolosi) renale
L’insorgenza di una litiasi renale non sempre è sintomatica (colica). Le forme definite “a stampo” possono portare alla ostruzione completa della via escretrice senza generare sintomi, con il risultato che il danno renale può essere ormai irreversibile al momento della diagnosi. Oltre al ruolo preventivo nel paziente asintomatico, l’ecografia rappresenta l’esame di prima scelta nel caso in cui si sospetti proprio una litiasi renale. Anche per questa patologia, una volta confermata la diagnosi, alla ecografia faranno seguito ulteriori indagini (Urografia, Uro-TAC) per tipizzare meglio le caratteristiche della litiasi e pianificarne il trattamento.
Tumori
Il primo scopo dell’ecografia è quella di distinguere tra lesioni liquide (cisti) e lesioni solide (neoplasie). Nel caso delle cisti (lesioni a contenuto liquido d’origine malformativa) nella maggior parte dei casi è sufficiente un controllo seriato nel tempo per monitorarne l’evoluzione, in quanto solo le cisti più grandi, che manifestano una tendenza evolutiva, necessitano di terapia (chirurgica con accesso laparoscopico). Le lesioni solide (neoplasie) possono essere distinte in tumori benigni (adenoma, oncocitoma, angiomiolipoma, fibroma, lipoma) e maligni (carcinoma renale, sarcoma renale, etc.). L'adenocarcinoma è il tumore renale maligno più frequente, rappresentando circa il 97% di tumori renali ed  il 3% delle neoplasie dell'adulto. È più frequente tra la quinta e la settima decade e colpisce prevalentemente il sesso maschile, ma esistono anche delle forme dell’infanzia quali il nefroblastoma (noto anche come tumore di Wilms). Tali neoformazioni possono raggiungere dimensioni considerevoli (anche oltre i 10 centimetri) prima di divenire sintomatiche.
La macroematuria (presenza di sangue nelle urine) è il sintomo più comune ma non specifico (anche la calcolosi può provocarla), e può comparire anche solo in fase tardiva, quando la neoplasia non è più operabile. Il trattamento di elezione per i tumori renali è la chirurgia. Determinanti per la scelta tra chirurgia conservativa (rimozione della neoplasia e conservazione del rene) e chirurgia demolitiva (la nefrectomia radicale prevede oltre all’asportazione in blocco del rene, anche la rimozione dei linfonodi regionali e del surrene) sono le dimensioni del tumore. E’ immediatamente intuitivo pertanto, come una ecografia che evidenzi la neoplasia ad uno stadio iniziale, possa cambiare i risultati della successiva cura. La chirurgia conservativa (enucleoresezione) è il trattamento di scelta per tumori di diametro <4 cm e nei pazienti monorene, cioè con un solo rene (funzionante), con risultati (per questi casi) sovrapponibili a quelli della nefrectomia radicale. Consiste nella asportazione della neoplasia renale con il tessuto adiposo perirenale, preservando il restante parenchima renale sano. Entrambi gli interventi possono essere eseguiti con tecnica classica a “cielo aperto” oppure con tecnica laparoscopica. Per le lesioni di dimensioni contenute sono attualmente in corso di studio tecniche di trattamento in situ che, tramite l’uso di energie fisiche (quali la radiofrequenza o la crioterapia), permettano la distruzione del solo tessuto neoplastico con accesso mini-invasivo (percutaneo).
Quelle descritte sono alcune delle situazioni che spiegano perché l’Urologo ci prescrive una Ecografia Renale anche quando “non abbiamo disturbi” o abbiamo richiesto la visita per  “tutt’altro motivo”.